Il mac 2008-2015

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Era agosto 2008, poco prima di partire per la prima volta per dove, chissà chi lo sa, sto (forse) per tornare per la terza volta.

Ecco alcune cose rilevanti che sono successe

Prima del 2008:
Ho avuto un fidanzato lucano che, durante un litigio, riportò l’indignata testimonianza di sua madre. “Mia madre è ancora sconvolta per quella volta che abbiamo fatto il fritto di mare e io ho dovuto comprare la farina – uscendo apposta, di domenica! – perchè tu in casa non ce l’avevi!” sibilò affinché i sospetti sulla mia inadeguatezza come femmina di sesso femminile si trasformassero in fatti. Alla mia rimostranza “Ma perché dovrei avere la farina in casa se non cucino?” – pronunciata con la stessa espressione disarmata e incredula che potrebbe avere chi dovesse difendersi dall’accusa di non possedere un becher e un becco bunsen “Ma perché dovrei possedere un becher e un becco bunsen se non ho intenzione di impiantare un laboratorio chimico?” – mi rispose “Perché Pasqualina la farina la tiene!”.
Pasqualina era la fidanzata del fratello.  Lì per lì ebbi tanto rispetto per lei.

Io e due miei amici venimmo quasi investiti in un vicolo di Palermo: un tizio ci venne addosso a millemila all’ora in retromarcia e frenò a cinque centimetri da noi. Purtroppo non era stuntman mike ma un italiano qualsiasi. Uno che probabilmente aveva ascoltato la conversazione tra me e i miei amici sui recenti risultati elettorali (era il 2006, in primavera) nel bar che avevamo appena lasciato. Uno che, quando gli avevo gridato “coglione pezzo di merda!” aveva risposto, ridendo “Vota per i comunisti, buttana”.

Nel 2008
Ho comprato un paio di doctor martens 14 buchi con la zip al mercato di waterlooplein. Le volevo da quando le avevo viste ai magazzini lafayette nel 1996.

Ho fumato.

Mi sono sentita autorizzata, senza alcun senso di colpa e senza prima aver fumato, a comportarmi in maniera irriguardosa e moralmente deprecabile. Tipo vita batte morte. Godimento batte noia.

Dopo il 2008:
La farina è il mio lavoro.

Ho comprato un altro computer.

Oggi
Grande voglia di avere notizie di Pasqualina.

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‘a rricerca

Dopo 12 giorni a Palermo, posso affermare pubblicamente alcune cose. Altre cose, al contrario, preferisco tenerle per me.
Tra quelle che mi sento di affermare pubblicamente:

La bruttezza può essere considerata bella, certo. Purtroppo è altrettanto facile che, per qualche incomprensibile ragione, anche la bellezza venga all’improvviso considerata brutta. E’ una possibilità che andrebbe tenuta in maggiore considerazione dai panormiti. Se non si fidano di me di me potrebbero almeno chiedere, che so, a Sandra Milo.
C’è gente che va in bicicletta.
C’è gente che fa bambini.
C’è gente che apre negozi nel centro storico.
C’è gente che apre negozi fuori dal centro storico.
C’è gente che esce di casa anche se è buio e non passa molta gente da questa strada.
C’è gente che usa la cintura di sicurezza. Davvero.
C’è gente che va a correre alla Favorita, perché correre fa bene e se ci sono gli alberi è meglio. Davvero.
C’è gente che cresce bambini.
C’è gente che va al lavoro, tutti i giorni. O lo cerca, al limite, tutti i giorni. Davvero.
C’è gente che attraversa la strada con dei passeggini. Davvero.
C’è gente che usa gli anticoncezionali. Sempre. Davvero.
C’è gente che getta il sacco dell’immondizia dentro il bidone dell’immondizia. O ce la mette tutta per farlo, al limite. Davvero.
C’è gente che fa cioccolatini e torte fatte in casa, in un piccolo bar. Da ben 5 anni. Davvero.
C’è gente che fa la dieta.
C’è gente che conosce l’uso delle rotonde. Davvero.
C’è gente che conosce l’uso delle rotonde ma sa che non funzionerà.
C’è gente che va a limonare a villa Trabia, anche oggi. Davvero.

C’è gente che cerca parcheggio. Davvero.
C’è gente che paga tutte le tasse, anche quelle su cose come i rifiuti o la sanità. O il possesso degli unicorni. 

C’è tutta questa gente, insomma, che si comporta come se vivesse in un posto normale.
Davvero.

E poi c’è la pasta coi tenerumi, il mio alimento proustiano. Sì, Proust. Quel francese che si è impossessato della paternità di un libro, altrimenti scritto da un palermitano e ambientato a Partanna Mondello. Quello che comincia con un tizio che mangia una pasta coi tenerumi – forse cucinata da tale Maddalena, nome che infatti viene furbescamente mantenuto anche nel plagio del francese – e inizia a ricordare cose. Il titolo originale era ” ‘a rricerca rú tiempu pirdùtu”.

Il culo della cicala

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Oggi sarà ricordato per sempre come il giorno in cui una persona del sud mi disse “quelli del nord ci rubano il lavoro”.
E’ andata così.
Benché io non legga le cronache panormite, resto pur sempre una ragazza del mio tempo: negli anni di facebook e della scomparsa della realtà, può succedere che le cronache panormite vengano da te. E così pure i commenti dei panormiti: livorosi, ignoranti e ottusi, i commenti dei panormiti. Di solito impedisco che mi saltino agli occhi, non rispondo mai. Oggi però, come diceva lo zio Angelo quando qualcuno metteva le mani dove non avrebbe dovuto, mi prudevano le dita. Oggi, come dice mio padre, sono andata a toccare il culo della cicala.
A Palermo il 14 luglio si festeggia la patrona Santa Rosalia. Sono quei festeggiamenti, per intenderci, che consentono al sindaco di mettere in atto l’unica reale assunzione di responsabilità nell’arco dei 12 mesi: il sindaco deve salire sul carro della santuzza,  e gridare “Viva Palermo e Santa Rosalia!”. Questo vuol dire che improvvisamente, benché festanti per la venerabile Rosy, per quanto ottenebrati da ettolitri di birra forst e unti dall’olio dei babbaluci che sono impegnati a sucare come se non ci fosse un domani, i panormiti si accorgeranno che sì: c’è il sindaco, ed è proprio quello lì. Non c’è dubbio, perché solo il sindaco può salire sul carro e gridare “Viva Palermo e Santa Rosalia!”.
In determinate annate non è stato affatto semplice convincere il primo cittadino a salire sul carro, ma alla fine tutti sono andati. A calci in culo, ma sono andati. Solo un sindaco, Diego Cammarata, si rifiutò e non andò davvero, con grandissima indignazione dei panormiti e relativi stracciamenti di vesti per la tagliata di faccia ricevuta da Santa Rosy e dai suoi protetti. Fu inutile ogni tentativo di ricordare loro che il traditore era stato eletto democraticamente e per ben due volte dalla maggioranza degli aventi diritto. Inutile anche far notare che negli otto anni precedenti si era passati sopra a tagliate di faccia magari meno irrispettose per la santuzza, ma che avevano avuto conseguenze decisamente concrete sui panormiti.
Il sindaco Orlando invece al festino ci tiene, quello sì. Infatti ha indetto un bando di gara per appaltare l’organizzazione delle celebrazioni in onore di Santa Rosy. Il bando è stato vinto da un’azienda di Varese che ha sbaragliato le concorrenti, alcune delle quali autoctone. E ‘sticazzi? Direte voi. Infatti ‘sticazzi, la penso come voi.
Mia cugina invce no, essendo panormita. Dunque pubblica la notizia della mancata assegnazione della gara ai naturali protetti della santuzza e della vergognosa vittoria dell’invasore per mano dell’infido – benché democraticamente eletto a maggioranza, anche da lei – Orlando.
Mi prudevano le dita, va bene? Lo so che non si fa. Anche se è appena alfabetizzata non posso farglielo notare, continuavo a ripetermi. Non posso farle notare che non è normale non avere un lavoro a 31 anni perché si sta terminando una laurea specialistica non contenti di una laurea triennale che si è conseguita in soli 9 anni con lo strabiliante punteggio di tipo 98 e tutto questo senza aver mai lavorato un giorno nella propria vita. Ok? Da noi non si dicono queste cose ai parenti.
Forse avrei taciuto su tutto.
Forse sarei andata ad annaffiare il basilico in balcone. Avrei nutrito la Nana. Avrei controllato la lievitazione del pane. Avrei dimenticato
Invece ho letto un commento e, come l’infelice Agnese monaca di Monza, ho risposto. L’autore del commento si chiama Geloso, non ridete: si chiama proprio così. Noi lo chiameremo NonEssereGeloso.

NonEssereGeloso: invece al nord ci stanno dando lezioni di correttezza….su come rubare meglio!!!

Cugina: arte nordica un po’ come l’arte concettuale!!!

Impossibile capire cosa voglia dire questo scambio. Mi prudono le dita. Lo spirito dello zio Angelo mi guarda dall’alto e, con un plastico gesto di sollevamento delle braccia, mi dice ma fai ‘nzoccu vòi! Vedo me stessa aggrappata al ramo di un pino, protesa a cercare di toccare il culo a una cicala mentre mio padre, dal basso, mi intima di smettere subito.
E’ più forte di me.
Il succo della mia risposta è che se “al nord” (a nord di cosa poi?) si ruba è perché ci si è industriati per avere almeno qualcosa da rubare.

NonEssereGeloso: Non sono d’accordo, almeno in parte…esempio…da quando è stato fatto il primo festino in pompa magna da Orlando, è sempre, e ripeto sempre, stato affidato ad aziende del nord, per quanto riguarda organizzazione ed altro. Come pensi che si possa partecipare ai bandi, quando sai già che non si concorre affatto, ma che viene affidato a discrezione del sindaco e non esaminando la qualità, anche economica, dei progetti? Lo stesso avviene nel restauro, perchè affidiamo i restauri ad aziende del profondo nord? O il progetto per Palazzo Branciforte ad architetti sempre del nord?

A mia cugina piace. Ho già detto che è cretina?

lemargheritine: Ma non era la lega quella che aveva proposto graduatorie protette per gli insegnanti in base alla provenienza geografica?
Mi sembra più utile – io mi concentrerei su quello, fossi in voi – capire perché i vostri soldi non sono mai andati al migliore, invece di chiedervi perché non vanno ad un’ azienda o ad un professionista meridionale.

A mia cugina piace anche questo. Le piaccion tutti.

NonEssereGeloso: No, perchè viene affidato ad altri non per meriti, ti assicuro che i migliori architetti e restauratori sono siciliani, infatti vinciamo tutti i bandi e concorsi del mondo, ma non quelli da noi…Lo stesso vale per qualsiasi lavoro…andiamo fuori e samo apprezzati e stra-pagati…Quella di adesso, è una specie di graduatoria protetta…ma sempre e soltanto per quelli del nord…ed a scapito nostro…è da sempre, nella nostra storia, che abbiamo o facciamo le cose meglio degli altri…ma dobbiamo stare con “le corna calate”…

lemargheritine: Seriamente e senza offesa, non ho abbastanza fantasia per rispondere ad un discorso con argomentazioni di questo tipo. Ho provato a farlo un paio di volte: parlavo con due diversi leghisti della provincia di Rovigo e facevano il tuo stesso discorso. Con voi perdo sempre.

Sto leggendo Cecità.
Duecentoquaranta ciechi chiusi in un manicomio ad ammazzarsi tra loro mentre là fuori gli occhi dell’intera città, un paio alla volta, vengono abbagliati da una perenne e accecante luce bianca.
All’inizio pensavo fosse un po’ esagerato come espediente narrativo.