‘a rricerca

Dopo 12 giorni a Palermo, posso affermare pubblicamente alcune cose. Altre cose, al contrario, preferisco tenerle per me.
Tra quelle che mi sento di affermare pubblicamente:

La bruttezza può essere considerata bella, certo. Purtroppo è altrettanto facile che, per qualche incomprensibile ragione, anche la bellezza venga all’improvviso considerata brutta. E’ una possibilità che andrebbe tenuta in maggiore considerazione dai panormiti. Se non si fidano di me di me potrebbero almeno chiedere, che so, a Sandra Milo.
C’è gente che va in bicicletta.
C’è gente che fa bambini.
C’è gente che apre negozi nel centro storico.
C’è gente che apre negozi fuori dal centro storico.
C’è gente che esce di casa anche se è buio e non passa molta gente da questa strada.
C’è gente che usa la cintura di sicurezza. Davvero.
C’è gente che va a correre alla Favorita, perché correre fa bene e se ci sono gli alberi è meglio. Davvero.
C’è gente che cresce bambini.
C’è gente che va al lavoro, tutti i giorni. O lo cerca, al limite, tutti i giorni. Davvero.
C’è gente che attraversa la strada con dei passeggini. Davvero.
C’è gente che usa gli anticoncezionali. Sempre. Davvero.
C’è gente che getta il sacco dell’immondizia dentro il bidone dell’immondizia. O ce la mette tutta per farlo, al limite. Davvero.
C’è gente che fa cioccolatini e torte fatte in casa, in un piccolo bar. Da ben 5 anni. Davvero.
C’è gente che fa la dieta.
C’è gente che conosce l’uso delle rotonde. Davvero.
C’è gente che conosce l’uso delle rotonde ma sa che non funzionerà.
C’è gente che va a limonare a villa Trabia, anche oggi. Davvero.

C’è gente che cerca parcheggio. Davvero.
C’è gente che paga tutte le tasse, anche quelle su cose come i rifiuti o la sanità. O il possesso degli unicorni. 

C’è tutta questa gente, insomma, che si comporta come se vivesse in un posto normale.
Davvero.

E poi c’è la pasta coi tenerumi, il mio alimento proustiano. Sì, Proust. Quel francese che si è impossessato della paternità di un libro, altrimenti scritto da un palermitano e ambientato a Partanna Mondello. Quello che comincia con un tizio che mangia una pasta coi tenerumi – forse cucinata da tale Maddalena, nome che infatti viene furbescamente mantenuto anche nel plagio del francese – e inizia a ricordare cose. Il titolo originale era ” ‘a rricerca rú tiempu pirdùtu”.

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