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L’odore dell’anno che comincia, per me, è quello dei cuscini del letto lasciati chiusi in una stanza per qualche settimana. Non so, fanno un odore diverso che è esattamente l’odore di settembre.
Dopo diversi anni, questo è il mio primo anno con stacco lungo di mare e sole e poi ritorno nel posto in cui si trascorrerà l’inverno: ben tre settimane. Non succedeva dal 2009.
Quindi ora ci sono queste belle due settimane di vuoto prima che la scuola cominci (e non per modo di dire: questa volta è veramente scuola, cioè…non saprei proprio come altro chiamarla) in cui posso intervallare momenti di euforia, ansie anticipatorie, scoramentorama.
Comunque ecco le cose che bisogna assolutamente fare da qui a luglio. Intendo quelle già programmate, non i buoni propositi: intendo quelle che se non le faccio muoio io o ammazzo qualcuno.

Cambiare casa, lasciare Zaandam per la civiltà.
Se sei cresciuto a Rovigo o a Valguarnera Caropepe o a Parabiago, forse Zaandam non è una cattiva idea, magari sopravviverai. Io però sono abituata a non dover prendere il treno tipo per andare al cinema a vedere un film decente, o per raggiungere qualunque altro luogo non abitato da gente che si accoppia tra cugini e che ne porta chiaramente i segni: è un privilegio per il quale lavoro un numero imprecisato di ore a settimana, per il quale ho mosso il mio nobile e ancora sodissimo culo con grande spargimento di lacrime e tiramenti del suddetto nobile e sodissimo, e che vorrei riprendermi.
Possibilmente prima di ricorrere allo zoloft, cosa che sento sta per arrivare.

Accedere al corso di olandese organizzato dal Comune (di Zaandam, per il momento) per vedere se almeno il gruppo – benché probabilmente condotto con la tipica incompetenza duccia nella didattica delle lingue al grido di woordenlijst – riesce a sbloccare la mia produzione orale. Cosa che dovrebbe avvenire, secondo i miei piani, non più tardi di fine novembre. Pena la morte. Mia o di qualche innocente estratto a sorte.

Chiedere ed ottenere il numerino della camera di commercio per i produttori di cibo, spacchettare i due taglieri e rimettermi sulla pasta. Ora, subito, adesso, mo.

In teoria, il 5 marzo mi sposo.

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