Progetty

07.09.2015

07.09.2015

Inauguro oggi un nuovo progetto fotografico.
Se tutto ‘sto frullo e rifrullo di baffi e barbe e calzoni risvoltati e cappelli a bombetta e scarpe con gli occhi e vestiti con gli uccellini e compagnia bella, se tutto questo non m’inganna, allora penso che sia un progetto abbastanza idiota da fare di me una blogstar nel giro di qualche mese. Insomma, per quel tanto che basta per farmi guardare con un poco più di affetto dagli agenti immobiliari amsterdamesi, i quali attualmente si prendono gioco di me. Nella migliore delle ipotesi, il mio desiderio è proprio quello di replicare questa scena, perché comunque sono una ragazza con un immaginario semplice.
(“You work on commission, right?”
“Yes”
“Big mistake, big! HUGE!”).

Mostrare di avere un immaginario semplice aiuta, di questi tempi. No? Non sono sicurissima di come funzioni ma mi pare di aver capito così l’altro giorno mentre guardavo While We are Young.
Quello che vorrei tantissimo dire, in realtà, è che ho rivisto da poco Risate di Gioia e capisco fin troppo bene il personaggio della Magnani, che si sente una poverissima e se la prende tanto con Totò, e lo tortura e lo ingiuria come se fosse tutta colpa sua – povero stellino… – e non ammette invece che, molto semplicemente, anche durante il boom c’era chi era rimasto fuori. E dentro non l’avrebbero fatto entrare mai, ma proprio ma proprio ma proprio mai.
Sospetto tuttavia di essere una decina d’anni in ritardo perché questo pensiero possa rendermi interessante e sofisticata agli occhi del pubblico. Per questo prima ho citato Pretty Woman, perché ho letto che la commistione è tutto, la commistione è figa: cultura alta e cultura bassa, Monicelli che gira Moravia e un blockbuster del 1990.
Il mio ex metallaro e vegano diceva “miscuglio postmoderno” e “riflessione metamediale sulla morte dei generi” e io gliel’ho data. Ma questo accadeva nel 2007, chissà se oggi sarebbe così fortunato.

So che friggete di curiosità, ma questo scherzetto delle commistioni mi ha preso tantissimo tempo e quindi devo proprio andare.
Voi però potete fare come i miei studenti: guardate la foto e fate delle ipotesi.
Qual è il progetto fotografico che potrebbe, così su due piedi, farmi diventare la nuova regina per una notte del popolo del web oggicomeoggi?

Lijst

giphy

L’odore dell’anno che comincia, per me, è quello dei cuscini del letto lasciati chiusi in una stanza per qualche settimana. Non so, fanno un odore diverso che è esattamente l’odore di settembre.
Dopo diversi anni, questo è il mio primo anno con stacco lungo di mare e sole e poi ritorno nel posto in cui si trascorrerà l’inverno: ben tre settimane. Non succedeva dal 2009.
Quindi ora ci sono queste belle due settimane di vuoto prima che la scuola cominci (e non per modo di dire: questa volta è veramente scuola, cioè…non saprei proprio come altro chiamarla) in cui posso intervallare momenti di euforia, ansie anticipatorie, scoramentorama.
Comunque ecco le cose che bisogna assolutamente fare da qui a luglio. Intendo quelle già programmate, non i buoni propositi: intendo quelle che se non le faccio muoio io o ammazzo qualcuno.

Cambiare casa, lasciare Zaandam per la civiltà.
Se sei cresciuto a Rovigo o a Valguarnera Caropepe o a Parabiago, forse Zaandam non è una cattiva idea, magari sopravviverai. Io però sono abituata a non dover prendere il treno tipo per andare al cinema a vedere un film decente, o per raggiungere qualunque altro luogo non abitato da gente che si accoppia tra cugini e che ne porta chiaramente i segni: è un privilegio per il quale lavoro un numero imprecisato di ore a settimana, per il quale ho mosso il mio nobile e ancora sodissimo culo con grande spargimento di lacrime e tiramenti del suddetto nobile e sodissimo, e che vorrei riprendermi.
Possibilmente prima di ricorrere allo zoloft, cosa che sento sta per arrivare.

Accedere al corso di olandese organizzato dal Comune (di Zaandam, per il momento) per vedere se almeno il gruppo – benché probabilmente condotto con la tipica incompetenza duccia nella didattica delle lingue al grido di woordenlijst – riesce a sbloccare la mia produzione orale. Cosa che dovrebbe avvenire, secondo i miei piani, non più tardi di fine novembre. Pena la morte. Mia o di qualche innocente estratto a sorte.

Chiedere ed ottenere il numerino della camera di commercio per i produttori di cibo, spacchettare i due taglieri e rimettermi sulla pasta. Ora, subito, adesso, mo.

In teoria, il 5 marzo mi sposo.