Irmalbar (un appello)

wombat-book-diary-of-a-wombatIn principio era splinder. Era un po’ di anni fa, io avevo i capelli molto più in disordine, un altro fidanzato, altri amici, una bici diversa che non usavo quasi mai.

Su splinder c’era Irma, irmalbar.
Quando ho cominciato a leggerla, Irma lavorava come barista da qualche parte tra il Veneto e il Friuli: faceva i caffè in un posto abbastanza piccolo con una clientela fissa. Mi ricordo che era in procinto di essere mollata (o di mollare, non ricordo) una gran fidanzato molto amato e matematico, o ingegnere, o informatico, o qualcosa del genere. Quindi insomma aveva il cuore inservibile. Oltre ai cocci del cuore, stava raccogliendo i soldi per fare un viaggio lontanissimo per vedere se dalla distanza le riusciva meglio di capire cosa fare. Il fatto che anche lei – nonostante fosse una ragazza molto intelligente e davvero dotata – si adoperasse attivamente per mettere in atto questa colossale cazzata di dover macinare migliaia di chilometri e un sacco di soldi per prendere una decisione assolutamente scontata e inevitabile, mi faceva sentire meno sola.
In quel periodo, mentre Irma faceva i cappuccini, io avevo un fidanzato che mi lasciava a casa con 38 di febbre e senza cibo  finché non aveva finito di vedere non so quale film prima di portarmi soccorso. Ma non odiatelo: io nel tempo libero gozzovigliavo con altri senza alcun rimorso, nell’attesa che arrivasse l’ora per lasciarlo: ovvero quando avessi ritenuto che fosse giunto il momento per me più indolore e per lui ‘sticazzi.
Mentre io lasciavo quel debole di mente, Irma partiva per tipo l’Australia. Era la fine dell’inverno di cinque anni fa. Ogni tanto pubblicava qualcosa, una foto con una gonna colorata, un panorama, qualche invettiva, mi scriveva anche dei messaggi un po’ più personali perché io e Irma eravamo diventate un po’ amiche.
Nel frattempo io avevo portato un tizio barbuto in un bar e pensavo fosse incredibilmente carino, anzi, pensavo proprio “ma che ci fa uno così carino con me, che mi sono fatta tagliare i capelli che sembro Frank ‘N Further? Mah!”.
A metà settembre io e il barbuto carino ci frequentavamo ormai da qualche mese – lui era addirittura venuto a Bologna a ferragosto per stare con me e insieme siamo andati a vedere il concerto degli Skiantos in piazza maggiore e io pensavo “oddio” – quando tutto a un tratto è arrivato un pacchetto per me dall’ Irma, dall’ Australia.
Era un libro illustrato per bambini sulla vita e le abitudini dei Vombati.
Il Vombato è il mio animale preferito. Ne ho uno, immaginario: sia chiama Bruce ed è uno scrittore pazzo con una macchina da scrivere. Bruce crede di essere il colonnello Kurtz, è a capo di una piccola ma feroce armata in un’isola sperduta e scrive romanzi e dichiarazioni di guerra.
Il libro sui vombati era accompagnato da una breve lettera in cui Irma mi diceva che in autunno sarebbe tornata in Italia, a Padova. Avrebbe vissuto con una sua carissima amica la quale aveva bisogno di aiuto pratico in casa dal momento che non poteva camminare, e forse sarebbe tornata a studiare e lavorare. Mi diceva anche altre cose carine sull’Australia e sui suoi progetti, e su quello che mi augurava.
Ovviamente le ho scritto uno, due, tre messaggi di ringraziamento. Le ho scritto anche svariati altri messaggi, nei due anni successivi: tutti senza risposta.
Irma si chiama Elena, è così che ha firmato la lettera che accompagna il libro, ed è di qualche posto tra il Veneto e il Friuli: questo è tutto quello che so di lei. Non ho un indirizzo, nè un cognome, non ho neanche un indizio per rintracciarla. Da quando splinder – la vecchia piattaforma che usavamo per i nostri blog – ha chiuso, non posso neanche inviarle un messaggio privato.
In questi cinque anni ho pensato tanto a lei, nonostante non fossi affatto sola: c’erano momenti in cui mi sarebbe servita Irma, disperatamente.

Irma, se passi da qui e leggi questo, scrivimi per dio.

Advertisements

9 thoughts on “Irmalbar (un appello)

  1. Ella, a costo di dire una banalità penso che il problema non sia splinder o Facebook o lo strumento in sé, ma semmai il problema siano gli altri e noi in relazione agli altri nella misura in cui lasciamo che ci facciano del male o ce lo facciamo noi stesse. Come stiamo con le persone dipende dalla nostra storia precedente e da un po’ di fortuna. Il luogo di incontro non cambia molto le cose…
    Margherita, ma possibile che facendo una super ricerca tu non riesca a trovarla? Vombati Australia Padova Elena Irma… È troppo un peccato! Anche io ho trovato una sorta di amica splinderiana, una ragazza dotata del senso dell’umorismo più vicino al mio, e perciò adorata. Ogni tanto ci vediamo, tipo una volta ogni due-tre anni come media (lei è di Bologna), oppure guardiamo chi l’ha visto in simultanea chattando su whatsapp. Insomma sono cose belle queste amicizie un po’ astratte e un po’ concrete. Quindi fai un’indagine e Tienici aggiornati!

  2. Sono d’accordo su tutto. Purtroppo, anche nel mio caso, il mancato sposalizio tra me ed Henry Charles Albert David Principe di Galles non ha niente a che fare con Splinder. Purtroppissimo.

    Altrettanto purtroppamente, ho fatto davvero qualunque tipo di ricerca su google, in tre lingue almeno, ma niente di niente: nessun esito. E mi dispiace davvero tanto. Ovunque sia Irma, sono sicura che fa ancora parte di quella dozzina di persone in tutto il pianeta che meritano – ma davvero, profondamente – di essere felici e amate.

  3. da un certo punto di vista è una cosa un po’ triste
    ma, voglio dire, esiste la possibilità di ritrovarla, come si dice: solo a una cosa non c’è rimedio
    quindi un giorno di questi avrai sue notizie e per qualche giorno, ora o minuto sarai felicissima in modo inaspettato (cioè, spero di non averti rovinato la sorpresa), a quante persone pensi che avrà inviato un libro per bambini sulla vita e le abitudini dei vombati?
    quindi se tu non hai trovato lei, lei troverà te
    oh, per me, a chiunque mi chiede chi ci ha un libro australiano per bambini sulla vita e le abitudini dei vombati la mando qui, stai tranquilla

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s