Ebony

Anni '60, bambina russa aspetta il proprio turno durante l'ora di ginnastica

Anni ’60, bambina russa aspetta il proprio turno durante l’ora di ginnastica

E’ primavera! E’ il momento migliore per cominciare un corso pre parto e per ricoprirti di deliziosi comodi camicioni che contengano la tua ottava di seno e la tua pancia di sette mesi.
E’ quello che probabilmente pensa la mia amica A, che ormai ha avuto qualche mese per stabilire una relazione di causa-effetto tra quella fugace storia di solo sesso avuta a fine estate e quella donna che, qualche mese dopo, le parla di come probabilmente a un certo punto farà la cacca davanti a dei perfetti sconosciuti.
Ma a noi di questo che importa? Assolutamente niente. La bambina di A nascerà a fine giugno e non ha ancora un nome. Io la chiamo la bionda, caratteristica che certamente svilupperà dal momento che A, sua madre, è nata in Etiopia. Le altre amiche la chiamano ebony e anche io sto cominciando a sperare che anche A decida di scegliere una categoria del porno amatoriale come nome per la sua biondissima figlia.

Fiep Westendorp

Fiep Westendorp

Ho suggerito alle mie amiche di regalare tutte insieme ad ebony una scatola di cose utili. Ognuna di noi metterà dentro la scatola qualcosa che pensa le servirà prima o poi, soprattutto in futuro, cose che potrebbero servirle ma magari ebony non lo sa. E allora, all’occorrenza, può vedere se dentro la scatola ce n’è qualcuna che fa al caso suo.
Non ho ancora deciso cosa metterò io nella scatola. Penso che farò fare delle piccole stampe dei disegni della mia adorata Fiep Westendorp, penso che ci sarà Jane Eyre  e anche La campana di vetro, così non si sentirà sola né nella furia cieca dell’ eroismo cazzimmoso né nella tristezza profonda e sciocca delle ragazze non eroiche e non cazzimmose. Credo che ebony avrà i capelli ricci, è molto probabile, quindi le regalerò una specie di bacchetta per districarli senza aprire il riccio, nella speranza che l’ingovernabilità tricologiaca non diventi anche per lei una ragione di esclusione sociale.
Penso che le lascerò anche un biglietto.

Fiep Westendorp

Fiep Westendorp

Cara ebony,
Ecco una lista di nomi che ho proposto a tua madre:
Anita
Irma
Isabella
Amelia
Irene
Se tra questi nomi trovi il tuo, non c’è di che. Sappi che il tuo destino sarebbe stato quello di una Maya, se io non avessi sollevato la questione traumi da scuola media. Una questione che credo sarebbe stata all’ordine del giorno nella tua vita, prima o poi, a meno che tua madre non avesse stabilito di istruirti in casa con un precettore evitando così che tu venissi chiamata affettuosamente MayaLA fino a che si fosse posta fine a questa pratica uccidendo qualche adolescente a colpi di estintore.
Se alla fine si fossero rivelati vani tutti i miei sforzi, mi dispiace Maya: skypami quando vuoi e ti faccio vedere due trucchetti con l’estintore che possono tornarti utili.
Ecco alcune altre cose utili:
– Se ti senti grassa e sei infelice per questo, allora dimagrisci. Sei perfetta così come sei se sei felice, altrimenti col cavolo: quindi cambia.
– Non ci sono i fotografi appostati dietro i cespugli, non c’è il filtro earlybird, non c’è la cornicetta di instagram. Non ci sono  tutte queste cose nella realta e, soprattutto, non sei su un manifesto. Ok? Se stai facendo una cosa perché viene bene in foto ed è bella da dire, allora stai facendo una cosa che viene bene in foto ed è bella da dire. Tutto qui. Se vuoi fare una cosa che ti piace e ti fa stare bene, allora devi fare una cosa perché ti piace e ti fa stare bene. E’ un concetto molto semplice che però si va perdendo come lacrime nella pioggia (come, del resto, questa inutile citazione), credo che ti sarà utile conoscerlo.
– Non ho potuto regalarti la raccolta completa degli scritti di Dorothy Parker perché non è più in stampa e la mia copia vorrei tenermela finché sono in vita, ma magari nel frattempo hanno inventato qualcosa per cui sono riuscita a regalartene una copia digitale o a trasmettertene la conoscenza con la sola forza del pensiero o sailcazzo e quindi questo punto è inutile. Comunque il succo è: leggi Dorothy se hai dei dubbi sulle cose, Dorothy sa tutto.
– Nel dubbio, mena.

Zia M

Advertisements

16 thoughts on “Ebony

  1. Che bella idea!! Avrei voluto averla io. Invece no e ho regalato alla mia amica neo-mamma il ‘fattappost’ che ti dice se, dopo un cocktail con le amiche, il latte è buono da dare a tuo figlio o se per quella notte passi al biberon.
    Non ho mai letto Dorothy Parker, rimedierò.

    Barbs

    • Se Dorothy avesse avuto dei figli (e avesse avuto il fattappost, soprattutto) credo che essi avrebbero mangiato direttamente tacchino fin dalla prima settimana di vita

      • Potrebbe capitare, ma non è mica automatico! 😀

        Non devi fidarti delle stronzate partorite dalla bocca delle madri, specialmente italiane. Non lo dico per razzismo (sono italiana anch’io), ma perché conosco bene la categoria. Gli unici peggiori a spararle grosse sono i pescatori…
        Purtroppo lo fanno per farsi belle: inventano racconti degni di film dell’orrore per fare la figura delle martiri, facendoti intendere – con l’aria di chi la sa davvero lunga – che come hanno sofferto loro, nessuno potrà mai soffrire, a parte te che sicuramente soffrirai di più.
        Io non parlo mai di queste cose, perché non mi sembra proprio il caso (ma dai, ma a chi vuoi che gliene freghi?), ma per metterle a tacere racconto loro che non ho sentito un beato cazzo perché avevo in corpo una dose di epidurale da cavallo, aggiungendo che l’importante è non sentire un accidenti e che solo le cretine soffrono volontariamente, e del meraviglioso cibo della clinica. Di colpo si fanno zitte e cupe, tagliano corto e il discorso cade lì. 😀 😀 😀

      • Sposo la tua linea su tutta la linea. Spero solo -quando mai sarà- che la meravigliosa assistenza medica olandese passi l’epidurale in dosi equine, altrimenti per quanto mi riguarda possiamo anche andare tutti a casa

      • E’ vero che va molto di moda il (ahahahaha, risate convulse) parto in casa (ahahahahaha). E anche fare una gara a craniate sul monte Rushmore per vedere chi riesce per primo ad aprirlo in due, a questo punto, potrebbe essere una pratica del tutto sensata (ahahahahah, il parto in casa…).

      • Sì, ma io dico, con l’ostetrica…!!! Che poi se succede qualche complicazione non sa che pesci pigliare.

        P.S.: poi chi rimette in ordine dopo il parto in casa?

  2. sei veramente un pozzo (o meglio una miniera) di saggezza
    è un peccato che nessuna amica di mia moglie abbia scritto una lettera del genere (ora sarebbe orgogliosamente incorniciata ed esposta all’ammirazione), ma si era negli anni ’80 e la sua amica del cuore (diversamente magra) indossava fuseaux (si scrive così?) con i tacchi alti
    ma presto che è tardi, ora vado a cambiare nome al blog: “nel dubbio mena”è bellissimo!

  3. Che bel regalo per la nascitura, la tua lettera! È da tempo che penso di dover scrivere una lettera di eredità per mio figlio, ma vorrei essere un po’ più spiritosa per farlo! Tipo te!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s