Avere torto (averlo?)

Pochi giorni fa mi sono imbattuta casualmente nel mio fidanzatino dei tempi dell’università. Dopo quasi 5 anni, come recita l’antico testo del buon Riccardo Sinigallia che tuttavia egli ignora completamente dal momento che è metallaro, anarchico, vegano e che ha altresì frequentato il dams cinema a Bologna e trascorso in erasmus a Gotham City gli anni dal 1999 al 2005.
Ora, egli è un po’ testa di minchia per una serie di ragioni. A spanne, mi sa che si tratta di quelle stesse ragioni che devono avermi convinta a lasciarlo via skype in una fredda notte d’inverno. Tuttavia non fatevi ingannare: egli è persona degnissima e ha molto (molto, davvero) più da recriminare su di me come essere umano di quanto io possa avere su di lui.
Ed è anche più dotato di me, e pure tanto. Io però sono più intelligente, e sono anche parzialmente cieca e motivata a sopravvivere, e quindi vinco io: la prossima volta ti concentri e nasci blatta pure tu, amico colibrì.
Comunque niente, io ordino un tè. Lui chiede se hanno il latte di soia, la barista iperventila in una busta di carta, prendiamo due tè.
Io comincio il mio resoconto degli ultimi anni che naturalmente finisce con la litania lamentatoria che è di gran moda su questi schermi ultimamente, sul tema “questo posto fa schifo e io lo disprezzo eppure lo amo e dunque soffro”. Egli deve avere nasato la faccenda e dunque mi ha più o meno interrotta per prendere parola.
Che villano, ho sentenziato dentro di me in quell’istante di silenzio. Tuttavia tutto questo riguardo e tutto questo senso di perdita e tutta questa serietà nel vivere il distacco che adesso sto mostrando per la città. Tutte queste cose non le ho mai mostrate nei suoi confronti, all’epoca, quando ho concluso che si muore un po’ per poter vivere e quindi gli ho comunicato che anche basta così. E’ così quando altro da te ti fa schifo e lo disprezzi e però non lo ami più: non soffri per niente.
Comunque va be’, mi chiede scusa per avermi interrotta durante la mia migliore interpretazione di Michele Apicella. Io gli dico “ma figurati, dimmi pure”, fingendo una magnanimità che non possederei neanche dopo avere tirato della colla.
Lui mi fa: “Senti, se tu vuoi andartene secondo me fai bene ed è un’ottima idea. Però se vuoi andartene solo perché non ti piace quello che vedi intorno a te, tanto vale che resti qui. Se non ti piace quello che vedi lo devi cambiare come puoi, anche pochissimo, oppure devi fregartene. Non c’entra niente traslocare per questo”.
E ha dato una sorsata al tè.

Naturalmente ha torto, devo solo dimostrarlo.
Il più è fatto.

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15 thoughts on “Avere torto (averlo?)

  1. dalla sua risposta lo immagino veramente come il tipico studente bolognese rivoluzionario. Però ci sono due tipi di persone: i via-da, e i verso. Ai primi la motivazione per partire nasce proprio dal volersene andare, e quando si ha quella non ci sono rasta che tengano.

    Barbs

  2. a me invece piace quello che ha detto. Lo trovo così sensato. Se non ti piace quello che vedi intorno, forse non ti piacerà quello che vedrai con un nuovo panorama. Lo so che sembra un po’ retorico e piccolo principe, ma dipende tutto molto più dal tuo sguardo che dal panorama, almeno io credo così, poi magari è una stronzata. Rileggo ancora la sua frase. E’ proprio giusta in tutto: è un’ottima idea andarsene, i cambiamenti possono fare benissimo, ma non deve essere una fuga.

    • Infatti Saint, il grosso problema e’ che anche io trovo in parte molto (ma molto eh) sensato quello che ha detto fratello metallo.
      Ho posticipato tanto questa decisione proprio perché volevo evitare di buttare l’acqua sporca e il bambino, come si suol dire. Ora mi rendo conto che proprio per il dolore e lo scombussolamento emotivo, che non hanno NIENTE a che fare con l’annatevene affanculo della fuga, questa scelta e’ almeno sensata e motivata. Poi se sarà giusta o sbagliata chi può dirlo: e’ mia ed è lucida. Fuck you fratello metallo, kiss my ass 😉

  3. Ben detto! E poi sei a un tiro di mouse da tutti noi! Oddio che battuta tremenda!
    Certo che wordpress è una merdaccia, mica me l’ha segnalata la tua risposta, sono passata a rileggere il post ed è stato un caso!

  4. ma guarda, lui (in linea molto teorica) avrebbe un po’ ragione, però ha fatto il dams…
    non si può prendere sul serio nessuno che abbia fatto il dams, è come un orologio rotto: non c’è cristo che tenga, due volte al giorno ha ragione, ma mica è merito suo
    è un accidente statistico

  5. Pingback: lemargheritine

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