Se i cretini fossero fiori

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“Ma sei contenta?”
“Sono stanca”

“E’ una buona notizia, che bello!”
“Sì, è una buona notizia”

“Il barbuto è contento?”
“Sì, lui è contento”

“Ma perché non stai saltando di gioia?”
“Perché non volevo questo”

Ho iniziato a comunicare alle persone che incontro e di cui mi frega qualcosa che tra un mese esatto noi due non vivremo più qui, almeno per qualche mese e forse mai più. Per ora mi concentro sulla versione “almeno per qualche mese” che mi viene meglio come esecuzione e mi dispensa dalla cosa dei saluti.
La mia amica Giuliana, che è l’unica fino ad ora ad avermi vista realmente arrabbiata e vagamente lacrimosa, ha detto che è come se avessi pescato la carta “vai avanti di cinque caselle” nel grande gioco da tavolo cui stiamo tutti giocando, mentre tutti gli altri stanno ancora a tirare i dadi e se la chiacchierano sfumacchiando e finendo la bottiglia di amaro del capo.

Io non volevo andarmene, volevo restare. Non sono contenta di andarmene, perché non volevo andarmene: sarei stata contenta di restare. Purtroppo, restare avrebbe significato zero possibilità, invece andarsene significa qualche possibilità, e quindi me ne vado. Ma quello che io volevo fare era restare, non andare. La buona notizia sarebbe stata restare, non andare.
Non me ne sto andando perché è andata bene qualcosa “di là”, me ne sto andando perché è andato tutto male “di qua”.
Chiara la differenza?
Ditemi ancora “beata te” e vi trasformo in un fiore, ve lo giuro: ditemelo e sarete dei tulipani del cazzo per il resto della vostra vita.

In questi giorni, tra l’altro, sto maturando questa nuova convinzione del tutto inedita.
Fino a questo momento ho sempre sperimentato questa sensazione di essere circondata da cretini. Questo mi faceva soffrire: percepisco l’idiozia del prossimo come un attacco personale contro di me, non ci posso fare niente. Mi sembra una forma di tradimento del tipo “ma come? Mi avete detto che avrei dovuto essere BRAVA, mi avete giurato che se lo fossi stata sarebbe andato tutto BENE. E allora che diamine è QUESTO?”.
E’ tradimento, cazzo.
Negli ultimi tempi invece si sta facendo strada una nuova percezione: la gente non è cretina. La gente è pazza. Tutto qui.

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8 thoughts on “Se i cretini fossero fiori

  1. l’ultima mi pare una cosa davvero saggia, quella di togliere le dita voglio dire
    delle volte fa davvero la differenza e dà tutta un’altra prospettiva
    comunque in bocca al lupo

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