I cestini degli altri – un antefatto

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Dall’archivio delle margheritine.

Amsterdam, ottobre 2009
E va bene, sono qui solo da una settimana.
Per i primi tre giorni ha piovuto ininterrottamente.
Trovare una sistemazione definitiva si sta rivelando difficile e io non sono una persona paziente, sono incline all’ansia e al panico, detesto la precarietà e sono in costante modalità nostalgia. Quindi il fatto di avere casa per un mese, sapendo bene che è SOLO per un mese, mi impedisce di fare cose basilari. Come per esempio una vera spesa con cibi da donna adulta.
Insomma, tutto migliorerà ma adesso non va affatto bene.
Sabato pomeriggio, ero appena uscita da HEMA quando mi è venuta in mente una cosa: posti come HEMA dovrebbero monitorare quello che la gente paga alle casse. Non per indagini di mercato o cose simili ma come servizio per la clientela: l’assistenza psichiatrica. Funziona così: tu vai alle casse e paghi. Il contenuto del tuo cestino viene analizzato da un computer supersonico che, in base ai tuoi acquisti, calcola il tuo livello di stabilità emotiva. Se il livello è molto basso, tu vieni seguito da un consulente psicologo che probabilmente eviterà il tuo suicidio.
Sono sicura che a qualcuno sarà molto utile questo servizio, magari lo scriverò al signor Hema e gli racconterò la storia di quella ragazza che  domenica pomeriggio è entrata nel suo negozio ad Osdorp. Povera ragazza: aveva i capelli come un carciofo come una delle streghe di Eastwick, aveva la pelle verde come quella del Grinch e indossava cappotto umido che puzzava come uno stagno di anatre. Si aggirava per gli scaffali con una faccia da condannata a morte. Alla fine ha percorso il miglio verde, è andata alle casse e ha pagato i seguenti oggetti:
– Un pettine
– Una confezione di cioccolatini colorati a forma di fiore
– Una confezione di salsicce

Sì, sottoporrò sicuramente questo progetto al signor Hema, sono sicura che lo troverà geniale.
I cioccolatini a forma di fiore mi rendono molto più creativa.

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4 thoughts on “I cestini degli altri – un antefatto

  1. Pingback: Sarei stupita quanto voi… | lemargheritine

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