Aiutami a piangere

Oggi è il giorno in cui repubblica.it titolò “Austria, sparite 400 statue di gnomi col pugno chiuso. E’ giallo politico”.

Oggi è anche il giorno in cui finalmente parlarono di me in televisione e persino su repubblica.it: “Venezia 71°, lavoro, crisi, talento, bellezza: a Venezia una foto del paese”.

Ma soprattutto, oggi è il giorno glorioso in cui comparve la gallery Ciak si piange: i film più strappalacrime di sempre
Ci sono 40 fotografie nella gallery. Mettetevi pure comodi*.

UP
Ci sono casi di alcune persone deboli di mente che sono contemporaneamente sia lui che lei con identico grado di identificazione e identiche preoccupanti rassomiglianze. Queste persone non riescono neanche a menzionare la storia d’amore del prologo, intendo che non riescono neanche a raccontarla senza dare spettacolo. Non so proprio cosa dirvi.

Love story
Non mi fa piangere particolarmente, dal momento che sono lei. E poi neanche tanto: sono lei fino a un certo punto, perché io non ho mai avuto un padre simpatico nè i capelli così lisci. E soprattutto, lui non avrebbe mai conservato quelle chiome così folte e bionde tanto a lungo, se mi avesse fatto determinate brutte parti e io avessi avuto accesso a determinate forbici e lui avesse avuto un giorno molto sonno. Amare significa non dover mai dire “zac!”.

Elephant man
Non mi fa piangere affatto. In compenso mi fa un po’ piangere Agrado in Tutto su mia madre che chiede a Manuela, tutta gonfia e preoccupata “così sembro the elephant man?” mentre si sistema i capelli sulla fronte per cercare di coprire i segni del pestaggio della sera prima e poter tornare a battere possibilmente subito.

Toy story 3
Chiaramente la premessa logica del fortunato docu-reality Sepolti in casa sulla gente grassa che non è in grado di buttare la spazzatura.

Ok, facciamo una cosa veloce. Come faceva Rossinella, mia musa ispiratrice di ieri oggi e sempre, quando doveva dire la sua sulle stagioni.

Wall-e, Titanic, sussurrava ai cavalli e Schindler’s list: niente

Anche Bambi niente: quelle vocine ridicole del doppiaggio tolgono tutta la tensione di spirito. Tensione che invece rimane inalterata nelle immense gallery di repubblica sugli elefantini orfani che portano il guardiano del parco sul cadavere della madre uccisa da un bracconiere, con immaginabili conseguenze sulla psiche dello spettatore già fiaccata dal ricordo del prologo di Up.

Philadelphia, Cuculo (ah-ah empatizzare con Jack Nicholson, sì certo…) e piccolo Lord: niente

Cinema paradiso
Alfredo, vaffanculo!

Papà ho trovato un amico (My girl)
“Ci sentiamo domani, eh. E stai attento”
“Ma a cosa devo stare attento? Non devo neanche guidare”
“Tu stai attento lo stesso”
“Ma a cosa?”
“Stai attento alle api”

Monsieur Lazhar, Marley, Relazioni pericolose: niente

Ali della libertà
Solo un maniaco poteva concepire un anziano che rischia di essere arrotato da un’automobile perché quando l’hanno chiuso in galera non avevano ancora inventato nemmeno la ruota. Non preoccuparti, signor Brooks: il corvo Charlie è a casa con me e sta benone.

Pagine della nostra vita, Vita è bella, roba con Miley Cyrus, Mia Africa (Meryl, santo iddio…), ricerca della felicità (sempre dritto, poi un bicchiere di vino con un panino), il lago del tempo (“…e il cazzo coi piselli?”, direbbe mio padre), film con bambina di Little miss sunshine col cancro e Cameron Diaz senza capello gellato: niente

Into the wild
Ho dei problemi con la scena dell’alce, ma è per lo spreco.
Trucidate pure le mamme di bambi, purché le mangiate.

Miglio verde
Non sono mai andata oltre la scena della spugna asciutta. Però se c’è qualcosa di psicologicamente più devastante di mister Jingle il topo da circo, mi stupisce che questo film non sia stato vietato alle donne in gravidanza.

Incompreso, Colore viola (andiamo, quella è suor Maria Claretta), Madison County (Meryl, santo iddio di nuovo), Forrest Gump (muoiono la principessa stronza della Storia fantastica e la moglie stronza di mrs.Doubtfire…e allora?), Hachiko, City of Angels (finisce bene: il poliziotto di law and order può continuare a mangiare pancake ai grassi saturi, che c’è da piangere?), passi dell’amore, Ghost (piangerei se I have the time of my life nella mia testa non mi distraesse), Brockback mountain (Noi siamo triviali, ma voi l’avete fatto apposta quel titolo): niente

Come eravamo
Mi fa piangere che Hubbel non venga evirato con un cavatappi, sì.

Amabili resti e attimo fuggente: niente.

E.T.
Adesso saranno adolescenti, ma nel 2009 erano due bambine bolognesi di una decina d’anni ed erano andate coi genitori bengalesi a vedere il cinema in piazza maggiore, sedendosi dove si poteva perché era pieno così. Chissà se si ricordano di quella spostata che, accucciata sul crescentone accanto a loro, oscillava dalle più nere gramaglie alla più totale esaltazione. Picco della quale esaltazione fu raggiunto poco prima della scena delle biciclette, quando la povera inferma di mente si avvicinò loro biascicando tra le lacrime “Ve l’avevo detto prima: non è morto…visto? Adesso volano!”
—————————
* E ora sono cazzi vostri, direbbe il mio fidanzato

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4 thoughts on “Aiutami a piangere

  1. Buahahahahah! Ma è tipo un gioco in cui devo partecipare anche io? Adesso però mi spieghi la frase sul Miglio verde, a posteriori l’ho trovato anche io uno dei film più spaventosi di sempre per la scena della spugna e mi sorprende vedere che non terrorizza tutti – penso sempre alla mia compagna di classe che si guardava Poltergeist e Nightmare senza inarcare le sopracciglia…

    • No no, mi fa stare malissimo fisicamente la scena della spugna. Nel senso che devo proprio fermare e guardarmi 10 ore di registrazione di lorella cuccarini in Fantastico per riprendermi. Però la devastazione psicologica viene da subito prima: quando lo sbirro stronzo uccide il topino ammaestrato del detenuto francese…lì vado a pezzi. Mi sono sempre chiesta come reaggirebbe una donna in balìa di ormoni evidentemente più consistenti di quelli della mia banale (ma interessante) spm.
      Comunque sì, partecipa!

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