il maestro e le margheritine

Ci ho provato. Mi sono messa un paio di grandi lenti rosa, ma il signor Instagram A.S.C. non ha assunto la direzione della fotografia della mia vita.
Daria Morgendorffer Consepevolezza morettiana post 44° compleanno     1-0
Ma come fai a pensarla diversamente? Dico davvero.
C’è questo ufficio al secondo piano di un bel palazzo. Un palazzo storico, davvero molto bello, con un cortile interno profumato di gelsomini e pieno di edera rampicante, uno di quei cortili dove non puoi tenere le biciclette perché creano il degrado. In effetti, in quell’ufficio ci si occupa del bene, quello comune, quello culturale. In questo bel palazzo sono entrata io, a piedi, senza bicicletta. Sono entrata per chiedere informazioni su determinate cose che hanno a che fare con il bene mio personale ma che, incidentalmente, a ‘sto giro storicamente disgraziato, sono andate ad intrecciarsi coi destini del bene culturale*.
Il portinaio quasi pensionabile, forse di Ficarazzi (PA), non si sente preparato abbastanza per rispondere alla mia domanda e dunque chiama la responsabile. La chiama proprio al telefono, col numero interno.  L’emozione per la serietà con cui viene presa in considerazione la mia domanda e il brivido della legittimazione della necessità mi frastornano: quando arriva la responsabile sto iperventilando.
La responsabile ha una cinquantina d’anni e le palpebre pitturate di blu elettrico con un ombretto glitterato. Anche il contorno delle labbra è blu elettrico, in pendant con l’ombretto. L’interno delle labbra invece è di un color rosa antico, matte.
L’orrore è molte cose, certo.
La sintesi dell’orrore, il riassuntino, l’orrore spiegato a me stessa in tre secondi, però è questa cosa qui: dare del Lei, rispettosamente, a una donna di mezza età con le bocce de fòri e un trucco da viado. E intendo non incontrata all’interno di una struttura pubblica per i casi gravi di diagio sociale e non come volontaria in un gattile: incontrata in qualità di mia interlocutrice su una faccenda che riguarda il bene mio personale ma che, incidentalmente, a ‘sto giro storicamente disgraziato, è andato ad intrecciarsi coi destini di quello culturale.

*Perché per quando ne verremo a capo io potrei essere già in t.s.o. o incenerita dall’olocausto nucleare, allora che poi non si dica che non ve l’avevo detto.
C’è questo bando, si vince un pacchetto di caramelle, però sai di ‘sti tempi eccetera (per approfondire sul tema dell’importanza delle caramelle nei tempi difficili eccetera, si guardi l’ottimo Una tomba per le lucciole di Isao Takahata).
Siccome appunto di ‘sti tempi eccetera, la possibilità di ottenere ben un pacchetto di caramelle genera un certo entusiasmo e così i partecipanti alla gara sono molti e infatti ci sono le eliminatorie in base ai curricula. D’altro canto i banditori – forse semplicemente per titillare la fragile autostima dei gareggianti onde sobillarli e rendere più avvincente la competizione – imbastiscono un apparato di regole incredibilmente complicato e pretendono dai selezionati che venga prodotta una documentazione cartacea di entità notarile a certificare che l’assegnazione del pacchetto di caramelle è avvenuta sotto la benedizione della meritocrazia più inconfutabile. In questo modo, i gareggianti il cui orizzonte di realtà non è stato ancora del tutto raso al suolo dal difficile momento storico e che quindi si renderebbero anche conto – in condizioni normali, in una vita non sceneggiata da Bulgakov in persona – di stare gareggiando per un pacchetto di caramelle, sono troppo impegnati a chiedere al liceo Umberto I di Palermo di certificare che la candidata Priscilla Cocilovo ha effettivamente studiato francese. Sono troppo impegnati a telefonare al segretario signor Festa per percepire la presa per il culo come dato fenomenico.
Da quasi due mesi, una commissione selezionatissima sta esaminando – foglio per foglio – la veridicità delle dichiarazioni dei gareggianti mediante attento esame della documentazione da essi prodotta. Quando si accorgeranno che la candidata Cocilovo non è riuscita effettivamente a ottenere alcuna dichiarazione ufficiale dal liceo Umberto I di Palermo, e come lei molti altri candidati, i commissari escluderanno dalla gara la Cocilovo e tutti gli altri. A quel punto la graduatoria slitterà e ad altri candidati – inizialmente esclusi in fase di eliminatoria – verrà chiesto di produrre la documentazione cartacea entro 30 giorni. Poi si riunirà una nuova commissione, che noterà che  alcuni dei selezionati hanno prodotto una documentazione lacunosa rispetto alle richieste e quindi li escluderanno. E la graduatoria slitterà e ad altri candidati ancora verrà chiesto di produrre la documentazione cartacea entro 30 giorni. Poi si riunirà una nuova commissione, che noterà che  alcuni dei selezionati hanno prodotto una documentazione lacunosa e quindi li escluderanno. E la graduatoria slitterà e ad altri candidati ancora verrà chiesto di produrre la documentazione cartacea entro 30 giorni. Poi si riunirà una nuova commissione.
E poi l’asteroide finalmente ci colpirà.

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2 thoughts on “il maestro e le margheritine

  1. io sto aspettando gli exit poll per iniziare a pregare per l’asteroide o l’olocausto nucleare, che per me va bene, soprattutto se potesse cominciare da qui (‘spe padreterno che ora ti do latitudine e longitudine, per sicurezza)
    se esistesse il pessimismo dell’intelligenza e io ce l’avessi sarei minimo un genio
    quindi secondo me fai bene a cercare di vincere il bando per un pacchetto di caramelle con tutto quel che segue (aumenterà l’entropia e l’universo finirà prima)
    ricordati solo di lavarti i denti

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