“Hai due euro?” – Finniche avventure

– Sentisentisenti fermati un attimo. Non ti mangio
– [bene, io invece potrei. Tra 10, 9, 8…] dimmi
– Ti sembrerà incredibile…
– [7, 6, 5…]
– …davvero, sto a ffa’ ‘na figura demmerda chebbàsta mezza…
– [4, 3, 2…]
– m’hanno rubbato i’pportafoglio e i’ccellulare e tutta labbòrza e ora devo tornare a casa essè mme puoi dare uno anzi due, facciamo tre euri…
– […1, 0]  Capisco. No. Ciao.

Insomma, sarà capitato anche a voi, come cantava la Carrà.
Immagino che le vostre risposte nei confronti del questuante abbiano spaziato dal pedagogico “Vieni, ti porto al posto di polizia, lì sapranno aiutarti” al buttanamente democristiano “te lo compro io, non c’è problema. Dove devi andare?”. E avete fatto bene, perché quasi certamente il questuante altro non era che un mariuolo e malfattore.
Tuttavia, da qualche anno ormai, i siparietti sopra descritti mi fanno tornare in mente un lietissimo aneddoto che riportai in un pregevole scritto che oggi vi ripropongo in versione director’s cut 2014 special edition.

Amsterdam, autunno 2009

Oggi è il mio ultimo giorno intero nella casa del crucco e della finlandese. Poi mi trasferirò nella casa definitiva a Overtoom. Una ventina di giorni fa il crucco mi ha annunciato che sarebbe andato in vacanza in Grecia.
– Bello, faccio io.
– Già, fa lui.
– Da dove prendi l’aereo? faccio io.
– Niente aereo, faccio iccìking. Fa lui
– Cosa fai? faccio io
– ICCIAKING! Fa lui, forte
– Hitchhiking? Vai in grecia in autostop? da Amsterdam?!
– Yes.
Auguri. Dio sia con te. In tutto questo la finlandese che lo guarda con occhi d’amore – per quanto consentito dalla sua finnicità – e che da diverse settimane ormai gli dorme sul sofa e pratica nudismo casalingo, non ha neanche provato a impedirgli di compiere l’impresa. Anzi, probabilmente la trova persino noiosa. Sembra che io sia l’unica abitante della casa ad essere attraversata dal sospetto che tra qualche giorno qualcuno potrebbe trovarsi a dover raccattare i pezzi del cadavere del crucco, smembrato come Osiride e sparpagliato per l’Europa. Insomma, dopo nemmeno 12 ore dalla partenza del suo teutonico amore, la finlandese ha colonizzato l’intero sofa e ha persino accolto in casa il suo efebo fratellino minore in gita dalle finniche terre. Purtroppo non posso narrare niente su di lui, dal momento che il giorno dopo il suo arrivo sono partita a mia volta verso altre destinazioni per tornare solo per scoprire – contro ogni previsione – che il crucco era tornato, sembrava in salute e non mostrava segni evidenti di asportazione di organi interni.
Invece pare che il fratello finnico ci abbia lasciati per sempre.
Ma niente paura, l’uscita di scena è stata affascinante, tormentata e piena di colpi di scena, per questa ragione ospiteremo un coro greco all’interno di questo racconto.
Il finlandesino viene messo dalla sorella su un autobus. L’autobus va a Eindhoven, città dalla quale partono aeroplani alla volta delle finniche terre. Tuttavia questo autobus  non è diretto perché il diretto costa troppo e i finnici sono parchi e piuttosto si fanno un cambio. “Certo, fai un cambio!” dice il coro greco. “Se solo ne fossi capace, sventurato!” gli fa eco il corifeo. Infatti giovane finnico sbaglia autobus di cambio e finisce dove Cristo perse le scarpe.
Di notte.
No autobus.
Aereo perduto.
Ciao.
Anzi, suca.
Il giovane finnico, munito di pazienza di Giobbe, non si perde d’animo: gironzola lonely as a cloud fino all’alba e all’alba prende un autobus e torna ad Amsterdam dalla sorella. Costei, nel frattempo, ha elaborato un piano B per rimpatriare il fratello, purtroppo l’ipotesi – assolutamente percorribile e fondatissima nelle sue ragioni – di domandare e ottenere l’accompagnamento di un assistente sociale non viene minimamente presa in considerazione.
Il piano B prevede che il giovane vada in autobus, stavolta diretto, fino a non so dove e da lì – che comunque è un posto lontanissimo – prenda un aereo per la Finlandia. Ok, facile. “Facile ‘sta minchia! Facile se tu fossi normale!”, risponde il coro. “Se tu fossi normale sarebbe facile! E se mio nonno avesse tre palle sarebbe un flipper” fa eco il corifeo. Infatti l’autobus, sebbene diretto, prevede una infausta sosta di due ore. Il giovane finnico decide di impiegare la sosta come una qualunque persona normale farebbe: c’è un mercato, vuoi non farci un giro? Vuoi non sgranchirti le gambe e rilassarti? “No, non vuoi! Perché tu non sei normale” interviene il coro. Insomma, il nostro eroe si rilassa talmente tanto che lascia incustodito zaino contenente oggetti come denaro, vestiti, biglietti aerei e documenti di identità. Torna a cercarlo, non lo trova, non perde la pazienza di Giobbe. Giobbe probabilmente era un giovane finnico e non un anziano ebreo. Non perde la pazienza, dicevamo, tuttavia perde l’autobus. E di conseguenza l’aereo. Abbiamo già detto che ha perso lo zaino con tutto il suo contenuto, vero?
Nel giro di due ore gli si scarica anche la batteria del cellulare.
Per darvi un’idea del dramma, posso solo dire che ci sono testimonianze inconfutabili di  una  madre finnica che, in videoconferenza con la figlia finnica in merito all’incerto destino di un giovane figlio finnico, è scoppiata in LACRIME.  Stiamo parlando di lacrime finniche.
Alla fine viene elaborato un ulteriore piano: la sorella finnica chiama un amico che abita a tipo tre ore di macchina dal luogo in cui ipoteticamente dovrebbe essersi smarrito il giovane eroe delle nordiche terre. L’amico recupererà l’eroe, gli farà fare la denuncia di furto in modo da fargli ottenere almeno un foglio in sostituzione dei documenti che ne provi l’identità, e lo scorterà – armato di fucile a pompa pronto a far fuoco al primo tentativo di autodeterminazione  del giovane finnico, presumo –  in un non meglio identificato  porto. “Era ora!” esulta il coro “Lo baratterà dunque con un più utile barile di aringhe?” si esalta il corifeo. No: lo mette effettivamente su una nave. Di quali prodigi, in termini di favori sessuali, si sia resa protagonista la sorella finnica perché l’amico le fosse debitore di un’impresa come quella sopra descritta è un mistero tra i più appassionanti. Quello che invece sappiamo con certezza è che il giovane finnico è infine giunto a destinazione a bordo di una specie di peschereccio.
Ora mi auguro che stia soggiornando in una comunità di recupero per foche con deficit cognitivi e problemi di dipendenza.

E anche la luminosa certezza sulla natura malfattrice della questua fu per sempre insozzata dal sospetto.

 

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6 thoughts on ““Hai due euro?” – Finniche avventure

  1. la natura malfattrice della questua non può essere messa in dubbio, giammai
    tuttavia il racconto è molto carino, più che carino anche se ignoro la morale
    ignoro se ci sia una morale
    perché una morale c’è sempre, ma io non la vedo mai
    ma ora vado a scrivere il mio unico aneddoto amsterdino (una lubrica storia di sesso e alcol dove faccio la figura del tonto)

  2. 820.654 Sono gli abitanti di Amsterdam a cui si aggiungono i
    2.289.762 che comprendono quelli dell’area metropolitana, a cui si aggiungono i 15.749.000 turisti che la visitano annualmente che divisi arbitrariamente per 365 giorni fa 43.147 per un totale, assolutamente approssimativo, di 2.333.729.654.
    A questo numero va aggiunta la variabile temporale che moltiplica esponenzialmente a svariati ordini di potenza la possibilità che tu, un giorno d’estate del 2008, cercando un thailandese all you can eat, incontrassi casualmente ad un incrocio l’unica amsterdamina o amsterdina che conoscessi (peraltro una cessa simpatica come una proctoscopia fatta da Brunetta). Ci ho pensato per anni e ancora adesso mi chiedo che cazzo volesse dirmi il cosmo in quel momento.

    • Allora.
      Escludo di aver mai cercato un thailandese all you can eat, ma ho vissuto in prossimità di molti (il mio corpo ha eliminato definitivamente le tracce olfattive solo nel 2012 a novembre). Tuttavia, alla fine dell’estate del 2008 la cessa proctoscopica può effettivamente avere incontrato una tizia in lacrime di ritorno dalla prima di moltissime infruttuose ricerche immobiliari, e sono certa che non l’ha consolata. Resta da indagare le profonde ragioni del perché un pitecantropo come te frequenti una cessa proctoscopica

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