Gianchi

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Gianchi mi scioglie i capelli che avevo dignitosamente raccolto in una crocchia. Mi toglie le forcine, una ad una. Come solo lui sa fare, come se fosse una cosa normale guardare in quel modo una donna in disordine senza che questa si senta giudicata. Non si scompone minimamente di fronte all’immagine di Medusa che inizia a formarsi sotto le sue mani, anzi sta lì farsi girare dolcemente le serpi tra dita. Gianchi parla a voce bassissima, e sussurra le parole a pochi centimetri dalla mia faccia per farsi sentire meglio.
Gianchi sembra il forzuto dei vecchi manifesti del circo. Con quella pelata a sfera perfetta, quei baffoni neri neri sopra un naso camuso e gli occhi allungati. Ti immagini che da un momento all’altro si infilerà una tutina a righe bianche e rosse e si metterà a sollevare un manubrio da 50 kg con una mano sola.
Gianchi mi accarezza i capelli senza paura di venirne inghiottito, mi guarda fisso negli occhi attraverso lo specchio, senza paura di finire pietrificato. A un certo punto mi dice “sai, oggi è l’ultima volta che ci vediamo”.

Gianchi è il mio parrucchiere, e non è affatto un lutto banale.
Perché se per buona parte della tua vita da donna con i capelli ricci sei entrata Medusa e sei uscita sosia del dottor Frank N Furter – sfortunatamente solo nell’acconciatura e quindi senza quelle chiappe meravigliose – o di Jo March dopo l’eroica vendita delle trecce, e se la spiegazione che ti è stata data, prima che tu procedessi ad appiccare fuoco al negozio, è “ma tanto sono ricci e poi vanno dove vogliono loro”, no che non è un lutto banale.
Gianchi è diverso.
Gianchi rispetta i capelli ricci e ne ha cura perché, dice, suo padre potava gli alberi. E pare che tra le due cose ci sia un rapporto di conseguenza logica e diretta.
Si trasferisce a Rimini perché apre un negozio tutto suo, e per questo genere di cose definitive dice che gli serve di stare al mare.
A lui auguro tutto il mare del mondo e anche di più.
A me auguro un’alopecia che mi liberi per sempre da tutti i mali.
A voi, potenziali miei parrucchieri, auguro la saggezza e la misura. E degli arredamenti ignifughi.

 

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2 thoughts on “Gianchi

  1. Ho diretta esperienza di insegnanti (anche) di scienze delle scuole elementari che nutrono più di qualche sospetto nei confronti dell’evoluzionismo. Quindi ho pensato che, se parliamo di rischi e contraddizioni, in fondo che vuoi che sia un parrucchiere pelato.
    Comunque molte grazie.

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