Game over

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C’è questo ragazzino cinese. Ha dieci, al massimo tredici anni. Ha la testa rasata e mi ricorda molto il primo Pugsley Addams, solo più grasso e appunto cinese. Quando dico che è più grasso intento dire veramente grasso, ma veramente tanto. L’ho visto per la prima volta due lunedì fa, ha percorso il corridoio dei tapis roulant della palestra con incedere da  Buddha, pacifico e pachidermico con tutti i suoi tre o quattro menti ballonzolanti a disposizione. Per nulla intimorito dalla giovane età, incurante delle apparenze mediamente non amichevoli dei corridori sul tappeto, ha puntato dritto verso il suo personal trainer che lo attendeva.  I genitori del ragazzino cinese – dichiara egli stesso durante i dieci minuti in salita pendenza cinque velocità cinque e mezzo – sono preoccupati perché lui è l’unico grasso in famiglia, quindi gli hanno preso un addestratore per non fargli sviluppare malattie come il diabete. Ha detto proprio così: addestratore. L’addestratore – un calabrese un po’ attempato rispetto alla media dei suoi pari grado, uno di quelli cui solitamente vengono assegnati altri uomini, oppure anche donne che magari non sono attraenti ma sono molto determinate a diventarlo e  tuttavia in questa delicata fase di transizione non desiderano essere esposte alla vista giudicante di un addestratore giovane e fico – lo ascoltava, manifestando l’assenza di sbigottimento che ne fa il professionista che certamente è. D’altro canto io, dal tapis roulant di fianco, nel pieno delle notevolissime esperienze sensoriali offertemi dall’ossigenazione del mio sangue intorno al dodicesimo minuto di corsa velocità otto, mi sentivo libera di manifestare ciò che volevo e sbigottivo dunque senza vegogna.
La maglietta che ospitava – non senza fatica – le abbondanti carni del ragazzino cinese era una di quelle simpaticone. Fondo nero, disegnini stilizzati bianchi di due figure umane uomo e donna, tipo quelli sulle porte dei gabinetti ma vestiti da sposi e occasionalmente dotati di espressione facciale – a differenza dei loro cugini sui cessi pubblici – che mostra lei sorridentissima e lui piuttosto depresso. Su tutto questo, la scritta GAME OVER.

Ma proprio su tutto.

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