Filtro affettivo

C’è quella specie di freddura simpaticona per giovanotti, quella che fa il verso all’area di competenze linguistiche del curriculum vitae
“Inglese
Comprensione scritta e ascolto: ottima
Produzione scritta e orale: buona
Da ubriaco: madrelingua”

Ecco, quella cosa lì è il filtro affettivo: quel sentenziatore più o meno arcigno che ci dice cosa è accettabile e cosa no, possibilmente prima che lo facciano gli altri. A volte molto prima. Insomma, se avete un filtro affettivo alto, potreste trovare delle difficoltà a fare cose come appunto parlare fluentemente una lingua che tuttavia conoscete molto bene. Parimenti, potreste ritenere che la prospettiva di alzare la mano e fare una domanda ad alta voce durante una conferenza sia per voi realizzabile quanto per un cane imparare ad arrotolare gli spaghetti con la forchetta.
Elenco delle attività rese quasi impossibili dal mio filtro affettivo (oltre alle due sopra citate):
Rollare sigarette
Fare le porzioni
Darmi l’eyeliner
Qualunque genere di sport tranne la corsa
La corsa, se osservata
Danze, tutte
Esecuzione canora
Acquisto di abiti visibili o, peggio ancora, vistosi
Partenza da ferma in bicicletta e incatenamento della bicicletta al palo
Versare acqua durante tavolata con più di 8 persone me compresa
Ordinare da bere
Chiedere un libro al commesso di feltrinelli
Chiedere cose, in generale

Oggi vorrei che fosse ricordato per due cose:
Uno) Il giorno in cui mi ricordai di quel poncho di lana colorata che mi era appartenuto, che avevo abbandonato nella cantina di una vecchia casa al momento del trasloco e che avevo dimenticato per anni. Fino ad oggi, quando l’ho rinvenuto in una cesta di vestiti usati al mercato del sabato.
Due) Il giorno in cui, ad un concerto, sentii odore di bruciato. Mi voltai, e la mia borsa stava andando a fuoco perché qualcuno ci aveva lanciato dentro una sigaretta.

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One thought on “Filtro affettivo

  1. dioquantotempoerachenonsghignazzavocosì.
    E tra l’altro per me è lo stesso, se poi consideri che, oltre al resto, la sera lavoro come cameriera in una locanda bavarese, hai un quadro della tragedia.
    Quindi mi unisco e dico che vorrei che ieri fosse ricordato come il giorno in cui:
    1) Ho rovesciato la mia prima birra; solo che l’ho rovesciata sulla camicia di un pacioso signore che, giusto due minuti prima, mi aveva chiesto gli orari di Coin. Per comprarsi una camicia, ho scoperto poi.
    2) Il cuoco musulmano mi ha parlato due ore degli aspetti positivi della sua religione, riassumibili nel fatto che la poligamia risolverebbe i problemi di zitellaggine di moltissime donne.

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